- 30 Aprile 2026
- In Voci dalle Cupole
- Tags Maureen Hintz, voci dalle cupole
È la prima volta che il vincitore delle Two weeks in Italy diventa protagonista di una delle interviste della serie Voci dalle Cupole. Si tratta di Maureen Hintz, insegnante della Facoltà di Fisica della Utah Valley University, che si è aggiudicata la 31ª edizione dell’iniziativa (anno 2026).
L’intervista è stata registrata prima del suo arrivo in Italia. Un documento con la descrizione delle immagini che compaiono nell’intervista può essere scaricata da qui. L’idea è nata da un aspetto curioso, poche volte presente nel curriculum di uno statunitense: la conoscenza di una seconda lingua. Nel caso di Maureen è il francese, appreso praticando la lingua nella quotidianità in giovane età durante un soggiorno di circa un anno e mezzo nel paese d’Oltralpe. Da questo dettaglio del curriculum è nata la proposta di una lezione per i planetaristi francesi. Possiamo dire che, per la prima volta, la tournée del vincitore delle “Two weeks in Italy” ha fatto una tappa, seppur virtuale, anche in Francia.
Lionel Ruiz, responsabile dell’Associazione Planétariums Interactifs Associés Francophones (PIAF), accolse la proposta della lezione di Maureen Hintz, che ebbe luogo un paio di mesi prima del suo arrivo in Italia. Tuttavia erano passati molti decenni dal soggiorno francese della professoressa e da tempo non aveva più occasione di parlare la lingua. Poiché l’idea della lezione è stata discussa nel settembre 2025, ci sono stati quattro mesi per permetterle di rimettersi alla prova con il francese. Le conversazioni online con Maureen sono così proseguite in quella lingua.
L’esperimento ha funzionato: la docente ha raggiunto un buon livello di dizione, come hanno commentato i partecipanti al webinar organizzato dall’associazione PIAF. Ecco perché anche questa registrazione della serie “Voci dalle cupole”, dedicata alle scoperte archeoastronomiche del sito di Chaco Canyon (New Mexico), è in lingua francese.

Durante l’intervista è stata descritta una curiosa fotografia che non riguarda il sito archeologico di Chaco Canyon ma un corridoio della Utah Valley University che viene illuminato centralmente dal Sole in due date dell’anno, verso la prima decade di novembre e la fine di gennaio. All’Università lo hanno soprannominato “Stonehenge”.
Successivamente, la lezione è stata portata nelle località di Perugia e Assisi (con l’associazione “Starlight – un planetario tra le dita”), Ravenna (Planetario civico e Associazione Ravennate Astrofili Rheyta), Bolzano (Museum of Nature South Tyrol), Vicenza (Scuola secondaria Liceo “Quadri”), Lumezzane (Osservatorio Serafino Zani e Planetario) e Firenze (Osservatorio del Chianti). L’intervento è accompagnato da numerose immagini. Tra le fotografie ce n’è una assai curiosa: non riguarda il sito preistorico, ma un corridoio della Utah Valley University che viene illuminato centralmente dal Sole in due date dell’anno, verso la prima decade di novembre e la fine di gennaio. All’Università lo hanno soprannominato “Stonehenge”.
Il video è stato realizzato, come quelli precedenti, da Gian Nicola Cabizza. La relatrice ci accompagna in un viaggio nel celebre punto di confine soprannominato dagli americani “Four Corner”, quello che unisce quattro stati: Arizona, New Mexico, Utah e Colorado.

