Identità normativa per il Planetario

I Planetari, a oggi, sono sconosciuti alla legislazione italiana. Semplicemente, non esistono. Contro l’evidenza di una storia centenaria. Un tema affrontato anche durante l’ultimo convegno di PLANit nell’intervento Planetari del Futuro? Standard museali e accessibilità di Pietro di Lorenzo (Planetario di Caserta, Museo Michelangelo).

Nonostante i planetaristi italiani abbiano molto chiaro quale sia il proprio mestiere, la molteplicità di termini e azioni con cui noi stessi descriviamo chi siamo e cosa offriamo, nonché la grande varietà di offerta – che spazia dallo spettacolo dal vivo, alla divulgazione scientifica, e dalla esperienza museale, alla didattica – rende ancora più difficile un riconoscimento giuridico univoco all’interno di codici già esistenti.

Sintetizzando, il planetario è un luogo di:

a) educazione: offre lezioni a gruppi omogenei, o non, di spettatori;
b) mediazione culturale: offre spettacoli, corsi, lezioni, concerti, mostre, ricerche;
c) divertimento culturale: offre performance assimilabili al teatro, alla musica dal vivo.

Una sovrapposizione di finalità che si aggiunge alla confusione “Planetario = Osservatorio”, ancora presente nell’immaginario collettivo.

Identità codificata dei planetari

Uno degli obiettivi di PLANit è mettere a fuoco un percorso che giunga a una presa d’atto formale (cioè nella legge) dell’esistenza dei planetari.

In linea di principio, gli aspetti fiscali, previdenziali, SIAE etc. non incidono sulla definizione legislativa del Planetario, ma dipendono dalla forma gestionale scelta in ciascuna struttura, dal genere di attività proposte e dalle rispettive modalità di realizzazione.

Rimandando a una presentazione più approfondita durante l’incontro che annunceremo in calce, anticipiamo che, per raggiungere un’identità giuridicamente riconosciuta, o quantomeno inquadrata, si prospettano cinque possibili strade:

1) promuovere una legge ad hoc che introduca la definizione di Planetario allo spettacolo dal vivo, così da ricadere nella Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura (qualcosa di simile alla legge per il teatro di tradizione, L. 800 / 1967) e poter accedere al FUS (Fondo Unico Spettacolo).

2) proporre una modifica al codice dei beni culturali (D. Lgs 42 / 2004) –che affianchi i planetari ad archivi, biblioteche e musei – creando una identità separata e distinta dai musei stessi; modifica tutta da definire a scala locale con norme regionali specifiche e appropriate, attualmente non esistenti.

3) chiedere di aggiungere il termine Planetario negli elenchi dei beni culturali definiti dai commi degli articoli 10 e 11 del codice beni culturali (con eventuale specifica sintetica dei patrimoni materiali e immateriali connessi). Conseguenza immediata sarebbe che il planetario diventerebbe un “museo delle stelle e dei pianeti / museo dell’astronomia”, afferente quindi alla Direzione Generale Musei e, con tutta la legislazione sui musei già attiva e molto sviluppata, anche come Sistema Museale Nazionale (SMN).

4) attivare in ciascuna regione già dotata di una legge di accreditamento per i musei, o che stia legiferando sul tema, la procedura per equiparare i planetari ai musei, per poi attendere che le regioni portino la questione al Ministero della Cultura.

5) definirsi ciascuno per sé e istituirsi come museo (istituzione, regolamento secondo gli standard dei musei) e, qualora singolarmente fosse di interesse, procedere con l’accreditamento al Sistema Museale Nazionale – direttamente o per il tramite delle regioni che hanno già ottenuto l’equiparazione delle leggi regionali vigenti per gli standard. Infatti, le regioni Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana, Sardegna, Prov. aut. di Trento, Prov. aut. di Bolzano hanno aderito al SMN con la procedura prevista dall’Art. 4, del DM 113/2018, in quanto sono in possesso di un proprio sistema di accreditamento o riconoscimento). Un tale accreditamento regionale offre canali di contributi  economici annuali.

Riunione online di approfondimento e confronto: 30 luglio, h. 18:00

È fissato per mercoledì 30 luglio alle ore 18:00 un incontro online per presentare ai soci di PLANit una analisi più approfondita dei percorsi sopra descritti e, a seguire, avviare un confronto per identificare quale scenario perseguire.

La partecipazione è libera e aperta a tutti i soci.
Per partecipare è richiesta la compilazione di questo form.

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