Caccia al meteorite del 23 maggio

Nella notte del 23 maggio scorso, un vistoso bolide è apparso nei cieli bresciani. Purtroppo le telecamere della rete Prisma, installate su gran parte del territorio italiano, sono ancora assenti dal Bresciano.

I frammenti di un bolide possono arrivare al suolo. E le meteoriti rinvenute sono preziose per i ricercatori che studiano questi oggetti, per conoscere la loro composizione, soprattutto se sono cadute da poco tempo e non ancora contaminate. In Italia la ricerca delle meteoriti “fresche” fa affidamento appunto sulla rete Prisma, che si occupa del monitoraggio di bolidi e meteoroidi con sistemi automatici 24 ore su 24.

La scia del meteorite di Chelyabinsk, nel 2013.
Credit: Alex Alishevskikh CC BY-SA 2.0 via http://www.flickr.com/photos/alexeya/

Il bolide bresciano del 23 maggio, quindi, potrà fare affidamento solo sulle testimonianze degli occasionali osservatori, come quella pervenuta all’indomani del fenomeno. “Sembrava un oggetto volante, in caduta, avvolto dal fuoco”, così è stata raccontata, diventando oggetto di un articolo pubblicato sul Giornale di Brescia. “Per vederlo bisognava avere gli occhi rivolti verso cielo nei brevi istanti in cui si è mostrato. In soli tre secondi ha solcato l’intera volta celeste – continua l’articolo – scomparendo dietro le montagne che circondano Villa Carcina, dove è stato avvistato nella notte del 23 maggio, tra le 21.20 e le 22”. Il testimone non ricordava l’istante preciso quando lo ha segnalato all’Osservatorio Serafino Zani, che spesso viene contattato quando accadono strani fenomeni celesti, come accade anche alle altre realtà astronomiche esistenti nelle diverse province italiane. Ora si cercano altre osservazioni e l’appello dell’Osservatorio triumplino (osservatorio@serafinozani.it) è già stato accolto. A seguito della pubblicazione dell’articolo ne sono arrivate diverse altre, alle quali certamente si aggiungono gli avvistamenti effettuati nei territori vicini. Il vistoso bolide, continua l’articolo comparso sulla stampa locale, “senza produrre alcun boato, ha illuminato il cielo triumplino mostrando una evidente colorazione rossastra, anche un po’ gialla. La sua scia si è rapidamente spostata da nord-ovest verso sud-est in direzione del capoluogo”. Villa Carcina – situata in Valle Trompia, a circa una ventina di chilometri a nord del capoluogo – è una località a pochi chilometri da Lumezzane, sede dell’Osservatorio ubicato fin dal 1993 sul colle San Bernardo a circa 800 metri di altezza. Il prossimo anno celebrerà il suo primo trentennale. Chissà che non arrivi in dono una stazione di monitoraggio della rete Prisma.

Approfittiamo per ricordare che l’Associazione dei Planetari Italiani ha organizzato lo scorso anno un corso dedicato al progetto Prisma che ha ottenuto il riconoscimento del MIUR, il ministero dell’Istruzione. I materiali del corso, comprese le registrazioni delle lezioni, sono disponibili gratuitamente per i soci di PLANit che ne facciano richiesta.

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