- 2 Marzo 2026
- In Iniziative, Ricerca
- Tags awe, infini.to, sky&wonder, università cattolica
Una ricerca condotta da PLANit con l’Università Cattolica di Milano per valutare l’impatto emotivo di una visita al planetario.
Lo scorso anno, PLANit ha attivato una collaborazione con il Centro Studi e Ricerche di Psicologia della Comunicazione (PsiCom, Università Cattolica di Milano) e Infini.to – Planetario di Torino per valutare in modo rigoroso l’impatto emotivo che vivono i visitatori di un planetario. Il progetto, chiamato “Sky and Wonder” ha l’obiettivo di indagare le risposte emotive dei visitatori nel corso delle esperienze immersive vissute nei planetari, con particolare focus sull’emozione della meraviglia profonda (awe). Questa emozione complessa, tipicamente evocata dalla contemplazione di fenomeni astronomici e cosmici, può generare effetti significativi sul benessere psicologico individuale e rafforzare il senso di connessione con l’universo naturale. Un aspetto innovativo dello studio riguarda l’identificazione degli elementi specifici dei contenuti audiovisivi che maggiormente influenzano il vissuto emotivo dei visitatori, permettendo una progettazione più mirata delle esperienze immersive.

La ricerca sperimentale è stata condotta da Valentina Bossoni quale tesi di laurea magistrale in psicologia, sotto la supervisione di Andrea Gaggioli (direttore dell’International Master in User Experience Psychology e professore ordinario di Psicologia Generale presso l’Università Cattolica) e di Alice Chirico (ricercatrice e direttrice di Experience Lab). Il coordinamento è a cura di Eleonora Monge e Simona Romaniello (rispettivamente direttrice e responsabile della didattica di Infini.to – Planetario di Torino) e Dario Tiveron (presidente di PLANit), mentre le attività in planetario sono condotte da Emanuele Balboni e Marco Brusa (planetaristi presso il Planetario di Torino). Un ringraziamento speciale a Luca Peyron, coordinatore del Servizio per l’Apostolato Digitale, per il vulcanico entusiasmo nell’avviare e sostenere il progetto.
In concreto, la ricerca è stata condotta a Infini.to su un campione di 173 adulti (18–72 anni, 54,3% donne, 45,7% uomini) che grazie a un QR Code potevano accedere a un questionario online da compilare prima dello spettacolo al planetario. Quindi, assistevano a uno dei due spettacoli immersivi scelti per lo studio: il primo dedicato a pianeti, stelle e galassie (un contenuto astronomico descrittivo incentrato su corpi celesti osservabili dalla Terra), il secondo su “Altre stelle, altri pianeti” (un contenuto più speculativo, focalizzato su pianeti extrasolari e possibili forme di vita extraterrestre). Alla fine dello show i partecipanti compilavano un secondo questionario di valutazione.
L’analisi dei dati ha mostrato come l’esperienza in un planetario rappresenti un contesto privilegiato per la modulazione degli stati emotivi. La riduzione significativa dell’affetto ed emozioni negative e il contemporaneo incremento di quelle positive suggeriscono che la fruizione immersiva di contenuti astronomici, specialmente quando accompagnata da una narrazione guidata e da un ambiente sensorialmente avvolgente, favorisca un processo di regolazione emotiva naturale. Questo effetto è particolarmente rilevante se si considera che i partecipanti erano visitatori volontari, inseriti in un contesto ecologico e non laboratoriale: ciò conferma il potenziale dei planetari come spazi di benessere emotivo oltre che di divulgazione. Inoltre, la profonda meraviglia (awe) emerge chiaramente come l’emozione più distintiva dell’esperienza planetariale. L’aumento significativo dell’awe in entrambi gli spettacoli, ma con un incremento maggiore nella condizione “Altre stelle, altri pianeti”, suggerisce che contenuti che enfatizzano l’ignoto, la possibilità di forme di vita extraterrestre e scenari cosmologici non immediatamente ancorati alla percezione quotidiana, possano attivare più intensamente le componenti di vastità percepita e di accomodamento cognitivo.
I risultati preliminari della ricerca sono decritti più ampiamente nel seguente allegato:

